Canti dell’alba di Tonino Calà

Spesso si associa alla figura del poeta quella del sognatore sempre con la testa per aria a mirar le stelle e la luna.
Chi di voi guardando la luna non si è sentito, per un attimo, poeta?
Molti fra i più grandi poeti del Novecento hanno profetizzato che, invece, la poesia era morta e che nessuno aveva più nulla da dire.
Un esercizio, forse, un vezzo o forse una moda. L’intellettuale imbavagliato dal regime fascista si espresse per metafore, parlò di non chiederci (a noi poeti) la parola che squadri da ogni angolo l’animo informe. Altri di non potere più cantare con il piede straniero sopra il cuore, e altri ancora auspicarono che: non venga la legge della paura.
C’è chi scrisse che: la vita…è ricordarsi di un risveglio triste in un treno all’alba.
Per Tonino Calà, la poesia è l’incontro con la sua stessa anima che ogni giorno chiede quiete e pace. Vorrei essere/ per voi l’assoluto testimone/ di un evento/ Muto, solo e incompreso.
Una sintesi del sua poetica che in pochi versi contiene e comunica l’intero universo del possibile e il sogno dell’uomo di potere andare oltre il mistero, oltre l’universo e poterlo comunicare al genere umano.
Lo stesso scrittore afferma: La scrittura è per me uno strumento di profonde conoscenze; per conoscere me stesso e sperimentare l’altro che è in me. Difficile in questa silloge poter scegliere, fra le tante, la più bella.
Diceva il poeta e commediografo Salvo Licata, che nel poeta deve sempre vibrare la corda. Nel mio semplice e modesto modo di interpretare le poesie, ho un metodo del tutto personale, e se vogliamo empirico, ma di provata esperienza, retaggio e eredità di scrittori: mi commuovo e mi viene la pelle d’oca. Un metodo infallibile.
Leggendo, Come una quercia ho vibrato come una corda di violino e una lacrimina ha fatto per un attimo capolino.
Tonino ha viaggiato molto, più per necessità che per diletto e in questo suo percorso dietro ai genitori, prima in Francia, poi a Londra; in quei ricordi, c’è tutta l’immensa gratitudine per loro, partiti emigranti, ma che vedono adesso Tonino laureato, con 110 e lode, professore impegnato culturalmente e socialmente. Cielo, Calenbour, Non saprei dire altro ecc… Sogno, sperimentazione, ricerca della Verità e sospiri di innamorato.
Tonino, da tempo è ritornato a Mussomeli, centro del suo mondo poetico, a rivendicare diritti, salari equi e vere riforme.

Benvenuto fra i poeti, ma la luna e già stata conquistata…a noi

Per saperne di più su Tonino Calà vi invitiamo a consultare la scheda in Bibliografia Mussomelese

Piero Ciccarelli, Mussomeli, Caltanissetta, Sicilia

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Scritto da: Ciccarelli_Piero - il 20 febbraio 2011 - Categoria: Recensioni mussomelesi - Nessun Commento -

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