Mosso dal desiderio di diradare le oscurità sulle origini e le passate vicende del mio paese
AL LETTORE
Mosso dal desiderio di diradare le oscurità sulle origini e le passate vicende del mio paese, iniziai nel 1898 le ricerche che condussero a questa pubblicazione; ma dovetti dopo sei interromperle, a causa del mio allontanamento da Palermo, la sola città che, per le sue biblioteche e per i suoi archivi, potesse fornirmi ricco ed abbondante materiale.
Ebbi però agio di constatare che le note in quei sei anni raccolte, erano più sufficienti per tesservi, non dico, una storia, ma una serie di memorie degne dell’attenzione dello studioso. E così a solo scopo di personale diletto, mi diedi ad ordinare e collegare le sparse fila in varie monografie, benché, man mano che proseguivo nel lavoro, mi apparsero le lacune ed i difetti.
Per rimediare alle lacune, invece di seguire strettamente l’ordine cronologico, tanto raccomandabile in questo genere di lavoro, stimai opportuno di raggruppare in questo genere di lavoro e stimai opportuno di raggruppare i dati per periodo e per soggetto, giovandomi della circostanza, che nell’isola nostra i secoli XV, XVI e XVII ebbero fra loro molta analogia, non solo per ordinamento politico e civile, ma anche per le condizioni sociali, morali e religiose che in quel vasto periodo rimasero quasi immutate.........
Fin qui Giuseppe Sorge…
Un vero regalo, che spero i miei paesani (tali sono sempre per me i mussomelesi, anche se abito a Palermo da 56 anni), gradiranno risiede in questo volume originale pubblicato dall’editore Cav. Niccolò Giannotta, Catania, Libraio della Real Casa 1910, un volume originale che solo un appassionato, come chi scrive, poteva trovare fra i libri introvabili.
Impossibile pubblicare tutto il libro per intero, ma di volta in volta cercherò di fare delle recensioni, meglio un riassunto, dei passi più significativi dei vari capitoli, con la speranza che anche un solo mussomelese lo legga. Per me sarà, di già, motivo di grande soddisfazione e spero che qualcuno me ne resterà grato.
Mussomeli si eleva in una zona montuosa dalla forma irregolare, fra i fiumi, Platani, Salito e i torrenti Belice e Tumarrano.
Sull’origine del nome il Falzello (n. 1490-1570) accenna ad un monte Mele e desume il nome dalla voce latina Mons mellis, usata negli atti ufficiali di notari e ecclesiastici.
Il Maurolico (n. 1494-1575) ritenne che Mussomeli fosse uno dei due monti Gemelli e precisamente quel monte Marone secondo Plinio.
Mentre il Cluverio ritenne che la voce Monte Melle derivasse da Monte Gemello.
Un altro illustre storico il Cascini che il nome Gemelli si riferisse ai Monte Cammarata e il Monte
Rose, l’antico Gonio, di cui fa cenno il filosofo greco Aristotele.
In così bella posizione Mussomeli gode il sommo vantaggio di un’aria salubrissima. Malgrado la sua altimetria, il suo clima può definirsi mite e l’aria è sempre resa tiepida, quasi dolce, dai venti che spirano in ogni direzione.
Già nel secolo XVI, l’Adria decantava la vita sana e longeva dei suoi abitanti:
Hic vitam sanam summo fere degent. Sunt hic multi viri centenarii.*
Anche Gaetano Di Giovanni, padre del più noto Alessio, così verseggiava:
La quale è posta in parte forte e sana,
Di leggiadria, di bei costumi è piena,
Di vaghe donne e d’uomini cortesi
E l’aere è dolce, lucida e serena.
*In questa elevata sommità generalmente si trascorre una vita salubre. Qui abitano molti uomini centenari. (Libera traduzione di Piero Ciccarelli)
Per saperne di più su Giuseppe Sorge vi invitiamo a consultare la scheda in Bibliografia Mussomelese
Piero Ciccarelli, Mussomeli, Caltanissetta, Sicilia
|